La Tradizione Ling Bao Ming

“Scuola delle Chiarezza del Gioiello Scarlatto”

L’A.s.D TaoYin Italia, grazie alla discendenza dal Capo Scuola e Maestro Georges Charles, appartiene e prosegue la discendenza diretta nelle Pratiche di Salute e Risveglio (Dao Yin Qi Gong o Yang Sheng Fa) appartenenti alla Tradizione Taoista della Scuola della Chiarezza del Gioiello Scarlatto (Ling Bao Ming); apparsa nel Sud della Cina approssimativamente nel 400 d.C che affonda ale sue radici nelle origini del Taoismo e Sciamanesimo Cinese che risale a 2500 a.C.

La Tradizione Ling Bao Ming (“Chiarezza del Gioiello Scarlatto”), assieme alle Scuole Jin Dan (“Pillola d’Oro”) e Mao Chan (“Montagna dell’Immortalità”) sono tra le principali tradizioni Taoiste e Scuole di Dao Shi (“Praticanti del Dao”).

Nello specifico, la Tradizione Ling Bao Ming incorpora al cuore della Filosofia Taoista, parti del pensiero Buddista e Confuciano ed è definita una Scuola “Pratica” che unisce aspetti “rituali” alla “spontaneità” avvicinandosi ad una dottrina globale vicina a quella delle origini del Taoismo.

Ling Bao, il Tesoro Numinoso o Gioiello Spirituale, è composto dai caratteri Bao 寶 (Grand Ricci n. 8571: tesoro, gioiello, giada, tavoletta di giada, vaso rituale prezioso, medium femminile) e Ling靈 (Grand Ricci n. 7197: spirito, virtù degli spiriti, essere spirituale, energie spirituali, magico, meraviglioso, efficacia meravigliosa, indovino) che indica un contenitore prezioso nel quale è sceso uno spirito, una divinità, un’entità celeste. In altre parole, un oggetto che custodisce uno spirito che gli conferisce un certo potere.

In epoca Zhou, tali oggetti erano appannaggio dei regnanti che così potevano “dimostrare” di aver ricevuto il loro mandato per regnare (Tian Ming) direttamente dal Cielo*. Questi oggetti (bronzi, giade e spade) venivano generalmente tenuti nascosti e solo pochissime persone erano autorizzate a vederli, com’è il caso ancora oggi per i tre tesori sacri del Giappone Sanshu no Jingi (“una spada, uno specchio e una giada”).

In epoca più tarda, BAO venne ad indicare anche diagrammi magici e vari testi rivelati, anche loro “donati” dal Cielo ad un individuo particolarmente virtuoso o a una famiglia regnante.

A livello cosmico, LING indica il Cielo, mentre Bao indica la Terra.

In circostanze particolari, degli esseri umani (Ling Bao) potevano ospitare una divinità o essere posseduti da essa. Lingbao poteva anche indicare un tipo di mago che cooperava con gli esorcisti di corte (Fangxiang) per scacciare demoni e spiriti.

Il carattere antico Ling è composto da una volta celeste dalla quale cade la pioggia, di bocche che cantano e di ballerini. All’origine, si tratta dunque di persone che cantano e ballano per ottenere dell’acqua sotto forma di pioggia, acqua indispensabile per un popolo di coltivatori come quello cinese**.

Notiamo che già qui troviamo indicazioni di vapori che salgono (dalla bocca di chi canta) (Xiao Yang) e di pioggia che cade dal cielo (Xiao Yin), quindi uno scambio tra Terra e Cielo. Il Qi (“Soffio della Vita”) nasce dall’incontro tra Jing (“Essenza”) e Shen (“Spirito”).

Storicamente, il Lingbao risale all’epoca di pubblicazione dei suoi principali testi, in particolare il Lingbao wufu jing (“Libro dei cinque talismani del gioiello spirituale”), cioè verso l’anno 400 d.C, quando appaiono a Jiangnan, vicino a Nanjing (Nanchino), a cura di Ge Chaofu, che li avrebbe ricevuti da suo zio Ge Hong, e questi a sua volta da Ge Xuan. Oggi, gli studiosi ritengono più probabile che Ge Chaofu abbia scritto egli stesso buona parte dei testi.

Essi si basavano su varie correnti taoiste esistenti, come il Shang Qing (“Suprema purezza”), il Tianshi Dao (“Taoismo dei Maestri Celesti”), sul Buddismo (copiandone vari testi) e sulle conoscenze dei Fangshi (“Maestri dei Metodi” sottinteso delle tecniche di immortalità; in seguito, questo termine indicava anche medici, astronomi/astrologi, indovini, ecc.).

Lo scopo primario del Lingbao era di creare una religione “universale” per tutta la Cina. Questo scopo non fu raggiunto, ma suscitò comunque un rinnovo d’interesse per il Taoismo.

MING, la Luce 明 (Grand Ricci n. 7919) è composto dagli ideogrammi Ri, il Sole (a sinistra) e Yue, la Luna (a destra). Il suo senso generale è luce, chiarezza, illuminare, mettere in luce, luminoso, chiaro, luce del giorno, alba. Il suo opposto è tenebroso (Mei), oscuro (An). Nella filosofia cinese si riferisce a raggiungere la chiara coscienza della Via del Cielo, ripristinare lo splendore della propria virtù naturale, chiaroveggenza. Nel taoismo indica illuminazione, percezione dell’impercettibile e del costante, luce interiore (proveniente dal Cielo), illuminare, diffondere la luce attorno a sé.

In Cina e nelle comunità cinesi sparse per il pianeta esistono tre visioni del taoismo:

Il Dao Jia (“Lignaggio o Lignaggi della Via”), la tendenza laica, filosofica del taoismo, che inizia con Laozi e Zhuangzi;
Il Dao Jiao (“Insegnamento o Insegnamenti della Via”), la tendenza definita oggigiorno come “religiosa”, anche se all’origine si intendeva “insegnamento”, con il suo clero e i suoi riti; e una via di mezzo, detta “dei praticanti” che cercano sia di praticare, di eseguire i riti, che di studiare i testi classici e di riflettere, per poi applicare la filosofia taoista nella vita quotidiana.

Quest’ultima è la visione del Ling bao Ming che viene tramandata oralmente all’interno della scuola San Yi Quan e dall’A.s.d TaoYin Italia.

Ling Bao Ming, la Luce del Tesoro Numinoso
Ling Bao Ming 靈寶明 può essere tradotto semplicemente come la Luce del Tesoro Numinoso, ma é evidente (vedi definizione di Ming sopra) che molti aspetti sono sottintesi, come per esempio l’idea di ripristinare la propria virtù naturale, di percepire l’impercettibile, di raggiungere la chiara coscienza della Via del Cielo … ognuno potrà farsi un’idea propria!


Fonti:

TAOISMO di Ester Bianchi – Electa ed. collezione DIZIONARI DELLE RELIGIONI
THE ENCYCLOPEDIA OF TAOISM – a cura di Fabrizio Pregadio – Routledge ed. e in particolare gli articoli di Stephen R. Bokenkamp e Amy Lynn Miller
LE CENTOUNO NOZIONI CHIAVE DELLA MEDICINA CINESE di Elizabeth Rochat de la Vallée – RED
GRAND DICTIONNAIRE RICCI DE LA LANGUE CHINOISE – Instituts Ricci
LE RITUEL DU DRAGON di Georges Charles – Editions Chariot d’Or
* forse l’equivalente della “grazia divina” dei regnanti occidentali ?

** fino a qualche decennio fa, nei Balcani orientali (Tracia, Romania, Bulgaria) esisteva un rituale particolare (paparuda o dodola) per provocare la pioggia. Veniva eseguito in caso di grande siccità o in giorni particolari dell’anno e consisteva in un gruppo di bambine (più raramente bambini) che percorrevano le vie del villaggio, cantando una canzoncina particolare e ballando, fermandosi ad ogni casa per farsi aspergere con dell’acqua e ricevere un dono.